di Amir Azarvan

Prima ancora di iniziare l’università, alcuni dei miei studenti erano stati così indottrinati dal materialismo filosofico, da non essere disposti a prendere minimamente in considerazione la possibilità che potessero verificarsi eventi “soprannaturali”. Così decisi di spiegare loro che cosa è la scienza e cosa non è.
Invitai i miei studenti a riflettere sul seguente scenario; una donna nota per la sua onestà raccontò a suo nipote di essere stata colpita da un fulmine da bambina. Lui le rispose: “Nonna, finché non vedo le prove scientifiche di questo evento, mi rifiuto di crederti”.  Chiesi loro se dovessimo accettare il suo scetticismo, o se avremmo dovuto cominciare a  sospettare che il ragazzo avesse seri problemi di fiducia da risolvere. Per consolidare il  mio concetto, suggerii anche ai miei studenti di immaginare di essere in una classe di storia al liceo, dove un compagno di classe sfida ripetutamente l’insegnante a presentare prove scientifiche per ogni singolo evento storico che spiega. Dovremmo, chiesi loro, apprezzare il ragazzo per essere rimasto fedele al metodo scientifico, o dovremmo pensare che ha applicato la scienza ad una disciplina che è definita da diversi metodi per ottenere prove?
Innumerevoli altri scenari possono essere proposti per illustrare in maniera oggettiva la verità che nessuno, teista o ateo, si possa affidare interamente alle prove scientifiche. Gli studenti dovrebbero ricordarsi che i dati scientifici sono un tipo, non un sinonimo, di prova, allora potremmo considerare ragionevole la richiesta degli atei di prove scientifiche circa l’esistenza di Dio. Ciò non implica, naturalmente, che non esistano prove scientifiche che dimostrino la realtà del soprannaturale. Ma la pretesa di riprodurre Dio in una provetta tradisce una profonda ignoranza nei confronti della scienza.
Quindi quali tipi di prove dovrebbero ricercare gli studenti? Torniamo al primo scenario. Si potrebbe pensare che io pensi che la stessa dimostrazione (cioè la testimonianza di una fonte fidata) dovrebbe indurre suo nipote ad accettare la sua affermazione di essere stata colpita da un fulmine. Inoltre, questo fatto dovrebbe indurlo a dare almeno un giusto ascolto all’affermazione della nonna di aver assistito a qualcosa di soprannaturale (1). E questa impressione sarebbe del tutto corretta, anche perché gli eventi soprannaturali sono molto più che presunti (2).
Infatti, a meno che non si possa citare uno studio sottoposto a revisione paritaria che abbia scientificamente smentito la possibilità di qualsiasi fenomeno soprannaturale – non un singolo caso di un presunto evento soprannaturale, ma la impossibilità stessa di esso, non vi è alcuna ragione a priori per essere così epistemologicamente incoerenti. Allo stesso modo è incoerente e scientificamente ingiustificato escludere altre linee di prova sulla base del fatto che sono utilizzate per corroborare la tesi che gli eventi soprannaturali accadano. A quanto pare, per una persona che pensa in modo coerente e con una mente aperta, prove sufficienti per il soprannaturale possono risultare anche forme ordinarie,  come la testimonianza della propria nonna, persona fidata.

La scienza e le “leggi della natura”
La scienza si limita a dimostrarci i fenomeni che osserva nel regno naturale. Non ci dice cosa possiamo o non possiamo osservare. Dopo tutto, affermare la conoscenza di ciò che possiamo o non possiamo osservare implica che si sia raggiunta una conoscenza completa della realtà e del suo funzionamento. Ma la scienza rifiuta tale arroganza; il termine implica, per definizione (3), la ricerca della conoscenza (e non ci sarebbe nulla da perseguire se si è già acquisito l’oggetto della ricerca – in questo caso, la conoscenza completa della realtà nella sua interezza).
Una volta accettata questa verità, saremo in grado di capire il vero significato di una “legge di natura”. Il termine si riferisce a un modello osservato ripetutamente nel mondo naturale.  La scienza identifica questi modelli, ma non può dirci se ci sono delle possibili deviazioni da essi. Basandoci sulla sola conoscenza scientifica, saremmo autorizzati ad  affermare che una nascita verginale o una resurrezione corporea sarebbero scioccanti, ma non che sono impossibili.
Gli studenti dovrebbero arrivare alle stesse conclusioni, basandosi sul fatto che noi studiamo le leggi della natura, anche se, in fase sperimentale, ci comportiamo come se non le conoscessimo. E’ come se obbligassimo la natura a comportarsi in base a dei modelli studiati e prefissati, senza lasciarle il margine di deviazione dalla legge naturale.
A tal proposito, forse una spiegazione che impedisce di capire questa logica semplice, è che intendiamo “legge di natura” letteralmente, come quando pensiamo che un evento soprannaturale “viola le leggi di natura”. Il termine violare è molto eloquente, perchè assume subito una connotazione negativa. Quindi, da sempre, siamo stati abituati a pensare che qualsiasi evento soprannaturale, ossia che va contro le leggi della natura, sia da considerare “fuorilegge”.
Spero che queste considerazioni possano aiutare gli studenti a guardare a qualsiasi evento con una mente aperta ed umile, senza scartare nessuna deviazione che la natura stessa, per definizione, realizza. Il rifiutarsi di prendere in considerazione qualsiasi variazione, denota, in pratica una mente ottusa e chiusa anche alla scienza stessa.

Note a piè di pagina
1. E’ assolutamente difficile scambiare un fulmine con un qualsiasi evento soprannaturale, mentre alcuni eventi, che abbiamo in parte descritto possono esserli. Quindi è ragionevole considerare un evento in maniera naturale prima di considerarlo soprannaturale. Rimane scientificamente ingiustificabile, il non considerare, a priori, la natura soprannaturale di un evento.
2. Esempio su tutti, il 18% degli americani afferma di aver visto un “fantasma”.  Al contrario, non più dello 0,03% degli americani (cioè 1 su 3000) sarà colpito da un fulmine, secondo il National Geographic. Vedi Michael Lipka, 2016, “18% degli americani dicono di aver visto un fantasma”, Pew Research Center, https://www.pewresearch.org/fact-tank/2015/10/30/18-of-americans-say-theyve-seen-a-ghost/; e National Geographic, 24 giugno 2005, “Flash Facts about Lightning”, https://www.nationalgeographic.com/news/2005/6/flash-facts-about-lightning.
3. Merriam Webster, 2020, “Scientific Method”, https://www.merriam-webster.com/dictionary/scientific%20method.


Amir Azarvan è professore associato di scienze politiche al Georgia Gwinnett College. I suoi op-eds sono apparsi in luoghi come Inside Higher Ed, New Oxford Rewiew, The Imaginative Conservative, Crisis Magazine e Truthout. Ha anche pubblicato lavori scientifici per la Catholic Social Science Review e per il Journal of North African Studies, solo per citare alcune riviste.

Testo pubblicato originariamente su God and Nature. Tradotto e riprodotto qui con l’autorizzazione da parte dell’editore God and Nature. Il suo utilizzo totale o parziale è proibito in ogni forma previa richiesta e autorizzazione di InfoStudenti. Il contenuto del presente articolo non è alterabile o vendibile in alcun forma.
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