Le continue minacce

La proposta di legge sulla morte assistita che dovrebbe legalizzare il suicido assistito (ma non l’eutanasia) per adulti mentalmente lucidi (sopra i 18 anni) con meno di sei mesi da vivere, soggetti alla tutela con due firme dei medici, con un modello simile all’atto sull’aborto del 1967.

La proposta di legge ha avuto una seconda lettura alla camera dei Lord il 18 luglio 2014 e ci sono stati due dibattiti nel comitato nel novembre 2014 e gennaio 2015. Ci furono oltre 175 emendamenti richiesti e hanno ottenuto tre voti. L’emendamento di Lord Pannick (la decisione finale fu delegata al tribunale) fu accettato e tenta di modificare la parola della proposta di legge da “morte assistita” in “suicido assistito” e inoltre richiede una esaminazione da parte di due medici, ma fu battuta due volte. Di conseguenza, non arriverà alla camera dei comuni in questo parlamento. In caso, e’ pronosticabile una reintroduzione più tardi nella camera dei comuni. Il progresso dipenderà come sarà il parlamento dopo l’elezione previste nel 2015. L’allora ministro David Cameron e il leader democratico liberale Nick Clegg erano entrambi oppositori, mentre il leader labourista Ed Miliband era neutrale. Ci sono critiche eccellenti con analisi sulle deficienze sul sito della “proposta di legge sulla Cura non la morte”1

In Scozia, invece, la proposta di legge di Patrick Harvie sul suicido assistito rimane molto vivo nel parlamento scozzese. I membri del parlamento hanno preso l’incarico sulla proposta dopo la morte di Margo Macdonald nel aprile 2014. Si propone un sistema simile all’Oregon, con dei esperti ” facilitatori”, ma con un’ampio spettro di persone adulte (sopra i 16 anni) con competenze mentali, con una malattia terminale – o che “abbrevia la vita” o con una “condizione progressiva o terminale o che riduce la vita” che hanno concluso che la loro “qualità di vita è inaccettabile”.  La proposta però ha ancora più falle della proposta di Falconer, incluse definizioni relativiste, report di provvigioni poveri, penalità minime, e protezioni per i dottori che agiscono in buona fede e nessuna specifica per i ‘modi’ di suicidio e l’assenza della clausola dell’assenza di coscienza.

A gennaio e a febbraio 2015 si sono tenute delle sessioni orali e c’è stato un primo dibattito considerando che i principi generali della proposta devono avvenire al parlamento scozzese prima dell’8 di maggio.  Il primo ministro e leader del partito nazionale scozzese Nicola Sturgeon ha già segnalato che non supporterà la proposta di legge, e che già 10.000 persone hanno firmato una petizione contro la proposta.

Le voci dei dottori scozzesi cristiani saranno cruciali nel condurre alla prima fase dibattito, e la speranza è che la proposta sia sonoramente battuta. Dobbiamo fare sentire la nostra voce per le persone vulnerabili e che sono sfruttate e abusate da questa proposta di legge.

Peter Saunders

Leader esecutivo CMF (Christian Medical Fellowship). https://www.cmf.org.uk