Ho impiegato quarant’anni della mia vita per arrivare a comprendere questo concetto così importante e fondamentale. Meglio dire che non sono stato io a comprende ma mi è stato dato di comprendere. Tutto ciò che l’uomo ha viene da Dio e non dall’uomo pertanto io non sono nessuno e non ho nessun merito. Non è possibile comprendere alcun significato senza l’intervento di Dio che attraverso il dono della fede e della sapienza guida l’uomo verso il Cristo.
Il significato della citazione che ho scritto è ovviamente di carattere spirituale. Noi comprendiamo la realtà che ci circonda attraverso chiavi di interpretazione. Più chiavi abbiamo a disposizione più aumenta il nostro livello di comprensione e consapevolezza.
La realtà per la quale non possediamo chiavi di interpretazione per noi non esiste in quanto la nostra mente non può vederla e pertanto penetrarla. Se osserviamo la nostra civiltà dall’alto possiamo affermare che l’uomo si è dimenticato di Dio. L’uomo si è ribellato a Dio, si è autoeletto al suo pari convinto di essere autonomo, di poter controllare la propria vita e di poter raggiungere la felicità. L’uomo crede di poter guidare la propria esistenza. Ha sostituito i valori perfetti con i propri valori quali l’individualismo, il danaro, il potere, il prestigio, il sesso, l’aggressività. L’uomo si compiace della propria vanità, del proprio ego, si eleva con arroganza al di sopra degli altri appena riesce ad arrampicarsi nella scala sociale e si gonfia il petto di orgoglio davanti ai suoi progressi materiali. L’uomo è convinto di avere il libero arbitrio, ovvero di poter decidere che cosa fare della propria vita. L’uomo si alza davanti all’Universo e ne da spiegazioni sino a spingersi a negare l’esistenza di Dio stesso. L’uomo che si pone davanti al mistero dell’Universo, della creazione, della vita e ne spiega il significato.
L’uomo crede di essere padrone della propria vita, di poterla dirigere come vuole e di raggiungere la felicità senza Dio. Tutto ciò di cui sopra in cui l’uomo crede è pura illusione. L’uomo non è padrone di niente, neanche del proprio pensiero e della propria vita. Vive una vita terrena breve e misera nella pura illusione di esserne il padrone quando nulla gli appartiene. Non è in grado di controllare il suo pensiero, ne di comprendere in profondità la realtà che lo circonda, ne di creare ciò che desidera. E’ soggetto al tempo, alla corruzione, alla malattia, alla vecchiaia, al dolore, al lutto, accecato dal suo ego, dalla sua ignoranza, dalla sua vanità, dalla sua illusione di controllo. Può soddisfare i valori che ha scelto e compiacersi di aver superato materialmente o socialmente il vicino di casa, ma alla fine resta sempre dentro quel senso di solitudine, di vuoto, di irriquietezza come se gli mancasse sempre un qualcosa, un qualcosa al quale non riesce a dare ne una forma, ne una dimensione, ne un significato. A volte raggiunge la felicità per vederla svanire l’instante dopo. E così cammina nel percorso della sua vita fino alla morte per tornare polvere.
L’uomo cerca nella sua vita misera di colmare il suo vuoto con i beni materiali e la vanità del suo ego. Povero illuso. L’uomo senza l’aiuto di Dio, che lo guida in Cristo, non è in grado di percepire la sua miseria e perciò condannato alla sua vita misera senza neanche esserne consapevole. Ma quando Dio guida l’uomo portandolo in Cristo allora inizia a vedere. Nuove chiavi di interpretazione, nuova comprensione, nuova consapevolezza. Ed a questo punto, dopo aver visto in faccia e realizzato la propria miseria, dopo aver visto lo splendore del Cristo allora inizia il progresso. Dopo che Dio ha svuotato l’uomo del suo ego, della sua vanità e delle sue illusioni inizia a colmare il vuoto con il Cristo e da qui il progresso, il vero progresso che è il tendere verso la perfezione di Dio, in Cristo, unica nostra missione nella vita terrena.
Tutto il resto, come disse Salomone, è fatica sotto il sole.

Massimo