Alcune cose non possono essere comprese completamente. Cose infinite, cose eterne, ciò che riguarda la sovranità di Dio – oltrepassano le nostre menti limitate e temporali. Per esempio, perché Dio ci ha creati? Di certo egli non ha bisogno di noi, in quanto esisteva in amore perfetto ed in perfezione prima ancora di creare il tempo. Oltretutto, sapeva anche in anticipo che la sua immagine, ricreata nell’uomo, avrebbe respinto lui e la sua sovranità sulla sua vita, portando ad enormi dolori, sofferenza e morte di tutte le cose collocate nel dominio dell’uomo. Dio ha predetto che, come conseguenza, vi sarebbero state mutazioni rovinose, lesioni debilitanti e cancri devastanti. Seguendo le indicazioni fornite nelle Scritture possiamo solo avvicinarci a rispondere a questa domanda a cui non si trova facile risposta.
In un senso più definitivo, Dio sapeva che il peccato dell’uomo avrebbe costretto suo Figlio unigenito a morire di una morte ingiusta e orrenda come punizione sacrificale per il peccato dell’uomo e sapeva pure che l’uomo ingrato avrebbe perfino eseguito lui stesso l’esecuzione, poiché le Scritture identificano il Figlio: “il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato” (Apocalisse 13: 8).

Per compiere questo sacrificio completo e sufficiente, il Figlio ha messo volontariamente da parte gli aspetti della sua divinità “prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini” (Filippesi 2:7) sottomettendosi ad una forma fisica. Perché lo avrebbe fatto? Se non fossimo stati creati, non sarebbe stato necessario. Allora, perché ci ha creati?

Siccome non riusciamo a rispondere esaurientemente alla domanda, innanzitutto ci aiuta riconoscere che la risposta ci può arrivare solo quando riconosciamo il carattere e la qualità di Dio. Innanzitutto, Dio è il Dio dell’amore, e l’amore deve essere dimostrato all’oggetto di quell’amore. La sua grazia arriva solo a coloro che riconoscono di meritare la punizione e di aver bisogno della dimostrazione del Suo amore, della grazia e della misericordia, cose che non trovano pari tra gli esseri umani. Nel suo amore, Dio desiderava essere ricambiato, quindi creò l’uomo a sua immagine, ma all’uomo è stata data la possibilità di accettare o di rifiutare l’amore di Dio. All’inizio l’uomo ha goduto una piena comunione con Dio, ma poi l’ha presto rinnegata, portando alla lesione di tutta la creazione. Non era questa l’intenzione di Dio, che ha, quindi, provveduto adeguatamente nel suo piano per la creazione per adempiere appieno il suo scopo.

Forse la più grande affermazione di questo suo scopo può essere trovata in Apocalisse 4:11, dove vediamo che gli esseri celesti si riuniscono nella sua lode, dicendo: «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esistettero e furono create». Ed Ecco! Dio ci ha creato per il suo piacere, perché a suo parere è stata la cosa migliore da fare.

Purtroppo, il mondo attuale con il peccato e le sue conseguenze diffuse su tutte le cose e sui processi, provocano temporaneamente il rinvio del suo piano ultimo e definitivo, ma esso non sarà per sempre bloccato; ci sarà ancora una volta: “secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia”  (2 Pietro 3:13). Questo è il suo piano, il suo scopo e il suo piacere.
Ha, dunque, un certo senso che Dio abbia creato le cose come è affermato nelle Scritture, in modo ordinato e veloce. Non ha usato miliardi di anni per creare a sua immagine, e certamente non ha usato la morte, il dolore, l’estinzione e la sopravvivenza dei più forti come mezzi. Questi sono i risultati del peccato e non gli portano alcun piacere.

Dott. John D. Morris, Ph.D. – http://www.icr.org/article/537

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