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“L’ultimo Re di Scozia” – “The last king of Scotland” – il titolo originale,  è tratto dall’omonimo  libro di Giles Foden. E’ un film eccellente e allo stesso tempo inquietante. Per tutti quelli che non l‘hanno visto, il film racconta di una missione in Uganda del dr. Nicholas Garrigan, un giovane medico scozzese che viene nominato dottore personale del nuovo Presidente del Paese – il generale di Idi Amin Dada – eletto dopo il colpo di stato in Uganda.

E’ una storia straziante di persone sopraffatte e dominate da un’irrazionale, crescente e minacciosa malvagità.

All’inizio del rapporto ogni cosa è dolce e piacevole. Il dottore riceve doni stravaganti da parte del dittatore. Ma la cosa che lo avvicina strettamente ad Adim è la sua fiducia, lealtà, sincera e apparente amicizia. Il dittatore in poco tempo accoglie Garrigan tra le fila del suo staff eleggendolo suo braccio destro. Andando avanti nella storia Nicholas inizia a comprendere che tutto non sta andando bene in Uganda, al punto che quando diventa testimone – e complice suo malgrado – delle azioni brutali compiute da Amin, allora gli chiede il permesso di ritornare a casa. Abbracciandolo, Amin declina la sua richiesta dicendogli: “ti abbraccio, l’Uganda ti abbraccia”.
Improvvisamente egli si trova intrappolato da qualcosa più grande di lui che l’abbraccia e lo soffoca. Il male alla fine si rivela realmente attraverso omicidi orrendi, ma a questo punto il dottore non può scappare facilmente. Riesce a farlo solo grazie all’aiuto di un suo amico africano, che però muore per coprire la sua fuga.

Normalmente non mi piace fare troppe allegorie, ma è stato difficile guardare questo racconto di pazzia e malvagità senza però trarre un diretto parallelismo con il peccato e come esso opera e agisce nelle vite dell’umanità. All’inizio la sottile seduzione e il piacere di ricevere doni e benefici, poi la promessa di puro divertimento e la potenza che procedono di paro passo con aspetti materiali e relazionali, per arrivare all’abbraccio soffocante di forze spirituali che non molla più la presa. Ed allora, quando l’uomo è in procinto di entrare in azione, ecco che il peccato torna minaccioso e per mantenerlo schiavo.
In uno scenario come questo, l’unica via d’uscita possibile è il sacrificio di una vita altrui, come quella di Gesù, che è in grado di liberarci dal domino del peccato per sempre, se ci affidiamo a Lui.

Se sei appassionato del genere drammatico, ti consiglio di guardare questo bellissimo film.

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