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Da anni benché l’evoluzionismo sia solamente una ipotesi, tutt’altro che provata, continua a trovare sostenitori il cui intento principale è quello di convincerci che dietro l’intero universo non ci sia altro che il “caos”.

Il libro di Alister McGrath rientra in una collana che l’editore Alfa & Omega di Caltanissetta ha inaugurato nel 2007 con lo scopo specifico di offrire una “bussola” a tutti coloro che vogliono risposte concrete per poter resistere davanti agli insulsi discorsi di quanti affermano di aver finalmente trovato il modo di sbarazzarci della presenza scomoda di Dio.

Il libro è una tagliente quanto mai appropriata critica al bestseller di Richard Dawkin, “L’illusione di Dio”. Questi scrive: “Se questo libro (n.d.t. L’illusione di Dio) avrà l’effetto da me auspicato, i lettori religiosi che lo apriranno saranno atei quando lo chiuderanno”. Tuttavia l’opera di McGrath, riesce a demolire punto per punto i principali punti che Richard Dawkins sostiene. Il libro è di facile lettura. Risulta agevole anche nel suo formato. Le questioni che Alister McGrath affronta sono di particolare importanza. Il libro si compone di quattro capitoli, ben scritti ed articolati in modo tale da riuscire a provvedere risposte importanti per un cristiano che si confronta quotidianamente con le questioni, benché alquanto semplicistiche, che gli vengono poste da coloro che credono di aver finalmente dimostrato l’assurdità di una fede in un Dio creatore.

Nel primo capitolo, l’autore dimostra che la fede in un Dio creatore non è affatto sinonimo di illusione. La religione non è un mezzo di fuga per cervelli deboli o per uomini senza spina dorsale. Al contrario, proprio negli anni della maturità, la maggior parte delle persone riesce a trovare la strada per la fede in un Dio potente ed efficace. Alister McGrath dimostra che la fede non è infantile, non è irrazionale. Inoltre, egli mostra saggiamente come il Dio cristiano non è un tappabuchi. Riesce a smontare le assurde affermazioni di Dawkins, il quale sostiene che credere in Dio è credere che abbiamo bisogno di stampelle psicologiche per resistere agli urti della vita.

Nel secondo capitolo, Alister MacGrath mostra l’infondatezza di molte delle dichiarazioni di Dawkins che dimostrerebbero come la scienza sia riuscita a sostituire la fede irrazionale in un Dio creatore in una fede più matura sulla potenza delle risposte scientifiche. McGrath, invece, scrive di come la scienza abbia dei limiti concreti e chiari che non possono essere superati. Inoltre, riesce a mostrare come tra religione e scienza non vi sia in realtà nessuna conflittualità. Semmai le lotte sono sempre originate dai fondamentalismi. Sia ateismo che religione, portate all’estremo sono “ismi” che contribuiscono a creare un clima di insofferenza, la cui unica soluzione appare essere la lotta senza quartiere.

Nel terzo capitolo, viene affrontata la questione delle origini della religione. Dawkins non è molto originale nelle sue asserzioni. Pur non rendendosene conto non fa altro che mutuare idee molto più sofisticate sviluppate da Fuerbach e Freud.
Il primo sosteneva che la religione in realtà è solo il prodotto di una proiezione dei bisogni di sicurezza degli essere umani. Non esiste alcun Dio, ma gli uomini avendo il bisogno di sentirsi sicuri e protetti, hanno oggettivato un essere esterno a loro, che li seguirebbe e provvederebbe ai loro bisogni.
Il secondo, invece, postula come la religione sia originata dal bisogno di trovare una figura di riferimento autorevole al posto figura paterna assente. Dio, in realtà, è la proiezione del bisogno di avere un padre autorevole a cui essere legati. Anche in tal caso, Alister McGrah riesce a mostrare come sia necessario distinguere tra fede in Dio e religione. Spesso quest’ultima è la proiezione di bisogni inconsci di sicurezza da parte degli esseri umani. Ma la fede in Dio è tutt’altra cosa. Dio non è il risultato di un virus della mente.

Nell’ultimo capitolo, viene fatto vedere come la religione in se stessa non è un male, almeno non di più di quanto non possa essere qualsiasi altro ideale, come ad esempio la libertà. Ogni forma di credenza, se spinta ali eccessi, è causa di lotte e di conflitti. McGrath dimostra come la religione non porta ad una maggiore violenza. A questo punto, l’autore presenta la figura di Gesù, che proprio con la violenza non ha nulla da spartire. I suoi comandamenti sono proprio antitetici al clima di violenza che, invece, Dawkins alimenta. L’ultimo aspetto di cui McGrath si occupa è di mostrare come in realtà la religione porta benessere nelle persone, anziché tensioni e difficoltà emotive.

In conclusione, il libro è utile perché da ottimi spunti di riflessione ed offre piste di valutazioni originali, che danno un buon contributo al dibattito creazionismo – evoluzionismo. Se ne consiglia la lettura.

Titolo: “L’illusione di Dawkins. Il fondamentalismo Ateo e la negazione del divino”
Autore: Alister McGrath (con Johanna Collicut McGrath)
Edito: Alfa & Omega, Caltanissetta. Ottobre 2007 – pp. 96
ISBN: 8888747710

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