Recentemente su History Channel è andata in onda una miniserie, incentrata sulla più grande storia di vita mai raccontata: la Bibbia. Il primo episodio di questo ambizioso kolossal è stato seguito da più di 70 milioni di spettatori e 3 candidature agli Emmy Awards. In effetti i numeri generati dalla miniserie (suddivisa in cinque parti) sono stati abbastanza forti da ottenere la mia attenzione e immagino quella di molti altri.

Questo dimostra, ancora una volta, che esiste un interesse piuttosto alto per la programmazione a tema religioso. Certamente il successo di questa miniserie, così come quello di alcuni film religiosi come “La Passione di Cristo”, sono la dimostrazione che c’è un pubblico desideroso di un intrattenimento che sottolinei e rimarchi i suoi costumi, le sue tradizioni e la propria fede, piuttosto che di un intrattenimento che celebri una ribellione contro-culturale o che ci bombardi con messaggi che lacerano il tessuto della società.

In effetti la Bibbia è indiscutibilmente considerata il libro di tutti i tempi: un vero best-seller, non c’è dubbio, che la gente valorizza, se non attraverso la lettura, almeno con il fatto che ne possieda una copia a casa e che, in ogni caso, ne conosca in qualche modo, anche sommario, il suo contenuto.

Tuttavia, una domanda rimane: può la Bibbia essere attendibile come vera, rilevante, e quindi, autorevole nel dettare come la vita dovrebbe essere considerata e vissuta?
Pur esistendo una miriade di problemi e questioni che la gente può avere nei confronti della Bibbia, che cosa rivendica la Bibbia di essere su se stessa? Pur non essendo (noi) in grado di dimostrare la validità delle rivendicazioni della Bibbia attraverso le sue proprie caratteristiche (sarebbe un circolo vizioso), è possibile guardare a ciò che la Bibbia stessa sostiene di essere mentre l’analizziamo o investighiamo nella veridicità delle sue affermazioni.

Leggiamo cosa dice il Salmo 19:7–9

La legge del Signore è perfetta, essa ristora l’anima; la testimonianza del Signore è veritiera, rende saggio il semplice. I precetti del Signore sono giusti, rallegrano il cuore; il comandamento del Signore è limpido, illumina gli occhi. Il timore del Signore è puro, sussiste per sempre; i giudizi del Signore sono verità, tutti quanti son giusti…

Secondo questo Salmo, la Bibbia proclama di essere la verità che conduce a un’esperienza di bellezza. Con la pretesa di essere la verità, la Bibbia asserisce di essere utile, non semplicemente come una raccolta di storie ispiratrici, ma come l’arbitro finale di ciò che è vero, buono e bello. Ciò significa che, se dovessimo prendere la Bibbia per quello che è, è impossibile credere nella Bibbia e non accettare la sua autorità finale.

La Bibbia dichiara di essere la verità non falsificata attraverso la quale tutta la realtà deve essere elaborata, sostiene di essere quella verità che conduce a una esperienza di bellezza per chi se ne appropria nella specifica concezione del mondo. Questo significa che la Bibbia non è stata concepita per essere elaborata e seguita con un obbligo servile, ma con una motivazione dettata da un’esperienza di bellezza.

Che cosa è, allora, il messaggio centrale della Bibbia? E’ la storia di un Dio perfettamente amorevole e giusto che si è legato eternamente a uomini e donne a lui ribelli. E’ la storia della ricerca che Dio stesso ha assunto per portare anime in relazione con Lui. La Bibbia descrive un’immagine di Dio sofferente e morente per chi crede in lui, in modo che il credente non debba affrontare la ripercussione delle sue decisioni o azioni negative. La cristianità sostiene che la bellezza che si cela dietro questo messaggio centrale della Bibbia ha condotto persone a mettersi sotto la salvaguardia delle sue affermazioni.

La Bibbia è un libro prezioso che detiene l’ambizioso messaggio celeste per l’umanità intera. Ho la speranza che la sua fama -riconosciuta persino da Hollywood – possa spingerti a percepire un desiderio reale in te, per conoscere meglio e a fondo la bellezza intrinseca di questo messaggio e del suo mandatario.