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22 gennaio 2009 – Fonte: il Sole 24 ore

Numeri che parlano chiaro. Che confermano una tendenza assai nota e le particolarità uniche del Bel Paese nel recepire le nuove tecnologie e gli strumenti del Web 2.0, vedi per esempio i social network e i programmi di messaggistica istantanea. Perché Facebook, sito icona delle community on line, è cresciuto in Italia molto più velocemente che nel resto d’Europa e oggi cattura in media 53 minuti al giorno di qualche milione di internauti? E come si spiega che i programmi di instant messaging, per “chattare” via Internet dal computer, siano ormai un mezzo di interazione indispensabile per tre quarti della popolazione attiva su Internet (parliamo di circa 15 milioni di utenti) e generino un volume di 455 milioni di messaggi al giorno? Le risposte, o per lo meno, i dati che descrivono in dettaglio il fenomeno “Im” e le sue strette relazioni con il mondo della telefonia mobile e quello dei social network sono contenuti nuova edizione dell’Osservatorio realizzato da Nextplora e Microsoft Italia presentato oggi alla stampa a Milano.

Oltre 15 milioni sull’instant messaging da pc, tre milioni gli utenti via cellulare

Dall’indagine effettuata su un campione di 1.671 persone (rappresentative della popolazione Internet dai 16 anni in su) emergono innanzitutto due messaggi: le chat (da pc o cellulare) e i siti di social network possono essere considerati strumenti complementari mentre l’instant messaging si conferma un fenomeno inarrestabile non solo per i giovanissimi ma anche per uomini e donne di tutte le età. Facebook & Co. sono ancora meno popolari rispetto ai vari “messenger” che invece, ed è una delle principali risultanze dello studio, vantano una diffusione pari al 72% fra gli italiani che navigano in Rete da pc. Di questi oltre 15 milioni di persone, di cui 13,8 milioni comunicano con Windows Live Messenger, circa tre milioni di individui (il 5% degli utenti attivi di Internet secondo la ricerca) fanno uso delle chat direttamente dal telefonino, sfruttando le funzionalità di chat precaricate nei cellulari di nuova generazione. Chattare in mobilità, nella speranza di vendor di terminali e operatori, diventerà una sorta di “killer application” ma al momento siamo allo stato di fenomeno dall’enorme potenziale di crescita, visto e considerato che Sms (utilizzati dal 94% di chi possiede un telefonino) e Mms (utilizzati dal 41% degli utenti campione) sono tutt’ora gli strumenti di comunicazione rapida preferiti.

La ricerca osserva inoltre che il 68% degli utenti di messaggistica istantanea è iscritto ad almeno un sito di social network (il dato sale all’83% per gli utenti di chat via cellulare) e che il 36% degli uomini nella fascia dei 25-34 anni ne fa uso abitualmente per “parlare di lavoro”. E infine due dati che completano a perfezione il quadro della rivoluzione 2.0 fra gli utenti della Rete del Bel Paese: oltre il 60% del totale dei navigatori Internet ha attivato un “account” su un programma di instant messaging e le chat assorbono in media il 20% del loro tempo speso on line.

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